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lunedì 2 luglio 2018

Peole have the power (ma forse no)

La capa è una donna, umorale, difficile e calcolatrice: caratteristiche che messe insieme generano un mix esplosivo di rancore e disprezzo nei sottoposti. Gli eccessi di una persona però, e questo è quello che penso io, sono sempre arginabili, possono essere stigmatizzati. Insomma, si può negoziare un cambiamento. Però lo si può fare solo se tutti sono d'accordo, e soprattutto solo se la volontà di mutare proviene dal basso: lo insegnano le rivoluzioni nella storia. Ma della totale incapacità delle colleghe a ogni forma sovversiva o di pacato luddismo parlerò poi. Ora mi interessa capire come sia possibile che persone senza alcuna attitudine abbiano posizioni di comando che le liberano dalla necessità (umana, professionale) di essere a loro volta giudicate e ammonite nel proprio comportamento. Come è possibile che al posto di dirigenti illuminati ci troviamo dinnanzi a tanti Re Sole che cercano venerazione e rispetto senza concedere mai la possibilità di essere messi in discussione? Certo, ci si può affidare alle autorità, ai sindacati, se le cose trascendono. Ma come funziona quando ci sono tanti minuscoli frammenti di puzzle, parole magari dette a mezza bocca, magari sottintese, piccoli ricatti, piccole minacce? E come si fa quando si è usati come strumento di divisione, come parafulmine su cui far sfogare la rabbia delle colleghe perchè queste non hanno la forza di reagire o, ed effettivamente è questo lo strano caso, preferiscono cercare il capro espiatorio più facile, l'agnello sacrificale, che mettere in discussione il potere supremo? Bisogna aprire gli occhi, essere onesti con se stessi.
Basterebbe davvero poco per essere (più) umani.

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