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giovedì 8 febbraio 2018

La collega fancazzista

Si tratta  dell'ultimo acquisto delle corte dei miracoli che compone il mio ufficio. Sulla carta le avrebbe tutte: preparata, spigliata, competente nella materia. Ma con quella carta possiamo anche avvolgerci le aringhe affumicate. Lei è una presenza fantasma. Non sto dicendo che la ragazza non lavori, per carità. Lei lavora alla grande. Solo che non lavora per noi, ma manda avanti le altre sue attività parallele, che può svolgere indisturbata nel suo ufficio: capite bene che il tempo è una risorsa limitata. All'inizio, credevo semplicemente cazzeggiasse. Lavori che non vengono consegnati, continue chiamate di solleciti, cadute dal pero. Mah, sarà un pochino svagata, pensavo. Poi ha iniziato con le giustificazioni: oggi sono stanca, oggi non ce la posso fare, oggi sono fusa, oggi ho il ginocchio che fa contatto col mignolo. Eh vabbè. Poi sono arrivate le richieste: ma non puoi farlo tu al posto mio? Non sono capace, puoi mandarla avanti tu questa cosa? Non avevi detto che era una cosa di cui ti occupavi tu?
Alla fine, candidamente l'ammissione: io qui mi sto facendo abbondantemente i cazzi miei. Pensa te, cara fancazzista, non l'avevamo minimamente intuito!
Ricapitolando la tecnica dell'imboscato da ufficio è questa:
- Ignorare i lavori da fare
- Accampare scuse
- Scaricare il barile ai colleghi
Cosa serve per realizzare questo fancazzismo?
- Una gran faccia da culo
- Delle colleghe talmente rimbambite da fare il lavoro al posto tuo
- Un management che non vuole rendersi conto della realtà.
Se non lo vedessi coi miei occhi tutti i giorni non lo riterrei possibile. Invece capita, credo capiti in molti contesti lavorativi. Viene solo da chiedersi: ma a me chi lo fa fare di lavorare, chi mi ha installato questo senso del dovere?
Mi sarà partito l'aggiornamento in automatico. Tipo Windows 10.

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