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lunedì 11 maggio 2015

L'arte dell'imboscata

Via FFFFound
Stalin, la donna delle pulizie a casa sua, è una maga dell'arte dell'imboscata.  Deve aver preso lezioni da Ho Chi Minh o giù di lì; riesce a scomparire per delle ore durante il suo orario di lavoro e a ricomparire nei momenti più inaspettati, un vero talento. Mi ha fatto prendere un mezzo infarto nella notte appena passata, quando me la sono ritrovata nell'ombra, appostata dietro la porta del bagno. Stalin, ma fare quello per cui sei pagata, mai eh? Insomma, che ci farà mai alle 4 nascosta nell'oscurità, se non ci troviamo in una giungla vietnamita ma in un monastero, abitato da suore e ragazze? Esercita il suo potere di controllo. (Vi ricordo, a tal proposito, questo post qui). Potere di cui si è autodotata, assieme a quello di sequestro punitivo delle pentole non lavate, di minacce di denuncia alla Madre Superiora e espulsione, e tutte le altre belle azioni che le fanno credere di ospitarci a casa sua, mentre stiamo pagando un regolare affitto ad altri, e lei dovrebbe fare, come ci si dovrebbe aspettare, la donna delle pulizie. Comunque, tornando a noi, tutto si ricollega all'incontro con Stalin in cucina, avvenuto il giorno prima. Mi chiede se può farmi una domanda. Mi chiedo chi mai gliel'abbia potuto impedire.
Ecco il nostro dialogo, che presso alcune culture potrebbe inserirsi meglio nell'espressione"interrogatorio", con tanto di tranelli, captatio benevolenzia, tentativi di estorsioni di verità presunte:

- Sai chi è che invita un uomo per la notte?
- No, Stalin, non lo so. 
- E io invece lo so.
- Checcazzochiediallora??? Ah.
- Essì. E lo sai come faccio a saperlo?
- Non saprei...
- Perchè trovo la tavoletta del WC alzata.
- Ah
- Allora non vuoi dirmi chi è?
- Stalin, ripeto che non lo so. E comunque non farei la spia. Poi hai detto di saperlo già  (seh...)
- Guarda che anche io sono stata giovane (??), so come vanno queste cose.
- ...
- A me non importa, io non vado a dirlo alle suore
- Certo! (come no)
- Quindi?
- Stammi bene Stalin eh.

Data questa illuminante chiacchieratina, da cui si aspettava una confessione, e l'imboscata mattutina, da cui si aspettava il corpo del reato, ritengo essere nella rosa delle sospettate.
Ora, io so benissimo cosa succede, più o meno, qui dentro, e col cazzo proprio che vado a dirlo a Stalin-finta amicona. Nemmeno per smentire e pararmi così il didietro. Non vedo poi perchè dovrei, quando posso godermi lo spettacolo di lei che le tenta tutte pur di soddisfare la  sua  curiosità, o la sua sete di potere e controllo con quella sua aria da santa inquisitrice.  Ad essere davvero stronzi, ci sarebbe da divertirsi con dei depistaggi, ma ci pensa già da sola a farsi dei gran filmoni mentali su quello che non esiste o non può dimostrare, che alla fine è già un bell'intrattenimento involontario e non serve aggiungerci nulla. 
Grandi momenti di ilarità silente, dietro porte chiuse, al monastero.


3 commenti:

Anonimo ha detto...

A noi puoi svelare il segreto, stai tranquilla che non lo riveleremo a Stalin.
Chi si cela dietro questo atto, piuttosto inconsueto per un utente femminile?
E se invece tra ospiti ci fosse qualcuno la cui antropologia è -per così dire- molto diversa dalle apparenze?
Se poi fossi tu, Brioches, a dare ospitalità, sarebbe un gran colpo di scena, anche se so che sei ligia alle regole fino allo sfinimento.
Ste ;)

Baby1979 ha detto...

Io comincerei a lasciare tavolette alzate cosi' random, giusto per farla impazzire! :-)

Brioches ha detto...

@Ste: beh, così ligia alle regole (allo sfinimento? cosa te lo fa credere?)non direi proprio ;)
@baby: ci ho pensato...e credo proprio lo faro! :))

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