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martedì 10 marzo 2015

Incontro con l'agenzia interinale

Vado all'incontro con l'agenzia interinale, quello di cui parlavo qui. Non so come questi abbiano avuto il mio curriculum e che vogliano da me, dato che a quanto mi scrivono nemmeno hanno un lavoro concreto da propormi, ma solo una loro proiezione futura, e quindi siccome mi ritrovo a vivere di stringente quotidianità e affitti da pagare, di norma mi rivolgo a interlocutori che abbiano almeno la parvenza di interessarsi al mondo delle possibilità reali di impiego. Poi io non li ho mai contattati a questi delle agenzie forte anche del fatto che quando stavo in Italia, ed ero iscritta da anni, l'unica cosa che sono stati in grado di presentarmi è stata un'offerta di lavoro come mulettista. Ma vabbè, mi hanno trovata. Vado a vedere che hanno da offrire, a parte il solito fumo negli occhi, e nell'atrio trovo una tipa in attesa che è la mia fotocopia.
 Stesso trucco sobrio, niente tacco, pantalone scuro, camicetta femminile. Io mi fermo qui, perché è il massimo che posso fare per mostrare un certo contegno, lei ci ha aggiunto la giacca elegante che fa fine, ma che diamine, siamo solo a un colloquio informale con un'agenzia che si piglia una percentuale sul nostro futuro, quindi non vedo tutta questa esigenza di fare colpo. Casomai dovrebbe essere il contrario. E infatti mi accoglie una ragazza giovane e cordiale, in camicia a quadri in flanella e jeans tagliati, il che come metafora per il mio futuro direi che ci sta pure. Ha una stretta di mano ferma e quella felicità un po' sospetta. Ok che avevamo un appuntamento, ma sembra elettrizzata. Uhm, che vo'?A quanto pare c'è una Megaditta in cerca di persone con le mie stesse qualifiche ed esperienze. La tipa dell'agenzia interinale mi parla come se fossi la sua gallina dalle uova d'oro. Mi lusinga con i suoi complimenti, mi vede già lanciata nella carriera, mi promette che ce la faremo. Sono in cima alle sue priorità. Io annuisco. Certo, come no. Io lo so che tanto la Megaditta di cui la recruiter non vuole dirmi il nome è in realtà quella Mezzasola che cerca da sempre, ma non piglia mai. Non piglia mai me, sia chiaro. Mi ci sono proposta in mille vesti, ma nada de nada.
Ma facciamo finta che ci crediamo, che lei è tanto contenta, e, per una volta, a scontrarsi contro un muro di gomma non dovrò essere io.




2 commenti:

Micol ha detto...

Dai, tanto va come deve andare, regalati un pizzico di ottimismo!

sognoaustraliano ha detto...

Quando non ti dicono il nome poi... maronna! :)
Io comunque incrocio le dita :)

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