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mercoledì 10 dicembre 2014

Valide alternative alla disoccupazione: Youtuber

In questi mesi di disoccupazione, tra un invio di curriculum e un'imprecazione, ho scoperto un magico mondo dorato della cui esistenza, in tempi fecondi per le mie cellule neuronali, non mi sarei curata. Quindi eccomi qui, a raccontare l'universo delle  star di Youtube, che mi ha risucchiato come quando invece di studiare per gli esami guardavo Videoclash. Ecco, l'ho detto.
Comunque, ricordiamolo, la disoccupazione tanto bene non fa, e qualsiasi arma di distrazione di massa diventa un facile approdo, anche solo come strumento di riflessione. Quindi con piglio di consumata teorica dei mass media, mi lancio nell'analisi del fenomeno nella sua declinazione femminile, quella di cui sono il target privilegiato giacché, comunque vada, donna sono.
 Fenomenologia della Star di Youtube
Oltre alla necessità di fornirsi dei mezzi tecnici indispensabili, la faccia di tolla, la youtuber che aspiri al successo di massa deve:
1. Filmare in una stanza da letto dall'aspetto quasi etereo, con mobili Ikea generalmente bianchi, lucine di Natale in retrospettiva e candela accesa che fa tanto atmosfera.
2. Rappresentare tutto ciò che è girlie, femminile: trucco e parrucco delle grandi occasioni, sorrisi, vocetta, battiti di ciglia (finte).
3. Parlare per un periodo che va dai 10 ai 20 minuti di argomenti quali: acquisti, recensioni prodotti, routine trucco-strucco, unghie, capelli. La conoscenza della lingua italiana è in molti casi accessoria: pesa più la quantità di vocaboli pronunciati in un minuto che semantica, grammatica e sintassi messe insieme.
4. Rispondere a videotag, catene di S.Antonio, taggare altri youtubers e cercare di essere gentile con i propri iscritti. La youtuber, dal canto suo, per difendersi da critiche e dare il via a una svolta dittatoriale, ha lo strumento del ban.
5.Creare vlog, ossia mini-documentari sulla propria giornata, in cui tentare di far passare come eccitante la spesa al supermercato o la passeggiata del cane.
6. Rivolgersi alle proprie spettatrici con nomignoli quali: "Patate, bambole, amori, dolcezze".
Osservazioni:
All'analisi di diversi video, si nota comunque una certa omologazione non solo nell'impianto stilistico, ma anche nei contenuti, che sembrano girare in un loop infinto. Del resto quante cose mai si potranno dire sulle unghie? O sul mascara?
Però ce ne sono sempre di nuove, di aspiranti Youtuber, all'inizio un po' dark (assenza di luci e fari professionali), un po' timide (non sanno dove guardare) e un po' senza un cazzo da dire (effettivamente...). Esposte così, nel Web.
Perchè fare tutto ciò?
Raggiunto un certo numero di abbonati avvengono le cosiddette collaborazioni: aziende inviano pacchi di vestiti/trucchi/ammennicoli da mostrare al pubblico. 
Raggiunto un numero ragguardevole di abbonati, YouTube diventa, a quanto pare, un buon secondo lavoro.
Raggiunte centinaia di migliaia di abbonati YouTube è lavoro. Vabbè, a quanto pare la policy del tubo su pagamenti e stipendi è vincolata da una clausola di segretezza, insomma ce ne fosse una che dice come campa davvero, ma a quanto pare se po' fa'.
Comunque, se sentite di avere le caratteristiche e potenzialità quì riportate forse YouTube è la vostra valida alternativa: gettarsi nella mischia, magari buttarla in caciara e vedere come va potrebbe essere una soluzione vincente.  Se invece, come me, non ne vedete la possibilità, ci si può limitare al cogliere i frutti che vi offre.
Io per esempio dopo decine di video ho imparato cose nuove e utilissime come: "primer", "inci", "haul", "counturing", "topcoat", "color borgogna","pigmentazione".
Detto questo, aggiungo: pietà.
Dio delle città e delle eternità, ti prego, fammi trovare un lavoro.

2 commenti:

Micol ha detto...

Ed è meglio che sto suddetto dio faccia pure in fretta, prima che la tipa qui ci diventi una drag queen con tanto di ciglia di cartone azzurro shocking.
Buona giornata (e tanto lovvve)

Brioches ha detto...

Ciao "bambola" :-D!!

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