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lunedì 29 settembre 2014

Cena al monastero

Questa che vedete qui al lato non è un'immagine propagandistica presa da un libro sulla felice e prospera vita in un bunker in piena Guerra Fredda nel blocco sovietico, con bevande fac-simile dal gusto un po' alterato, senape consumata a litri, radio con mangianastri ultimo modello, e asciugatrice il cui consumo in elettricità è del tutto compatibile coi tempi ancora sbarazzini dell'energia nucleare. La foto è in realtà stata fatta pochi giorni fa nella cantina-refettorio del monastero, dove l'ex-suora ora cuoca ha deciso di organizzare una cena per il suo compleanno, invitando alcune elette tra le coinquiline, fra cui, ovvio, non poteva certo mancare l'italiana, anima ciarliera (anche se condannata agli inferi) e vera estimatrice della buona cucina. 

venerdì 19 settembre 2014

Salumieri e parrucchieri

C'è un articolo che ho letto un po' di tempo fa, non mi ricordo di chi e dove (andiamo bene...), che mi è rimasto in testa per molto. Parlava di migranti e di difficoltà linguistiche. Raccontava di questa ragazza che, per quanto avesse  raggiunto un livello molto alto, quasi perfetto, della lingua del suo nuovo paese, tuttavia non sentisse di riuscire mai pienamente ad esprimersi, e quindi preferisse evitare di trovarsi in difficoltà piuttosto che provarci e non essere capita. Lei portava ad esempio una delle situazioni tipiche di chi vive all'estero, ossia la spesa al supermercato: per anni confessava di avere guardato con occhio sognante tutto ciò che c'era dietro il bancone della salumeria, e ben sapendo che i prodotti freschi fossero più saporiti, preferiva comprare quelli già confezionati per non correre il rischio di non sapersi spiegare correttamente, di creare code e di spazientire gli altri clienti. Il suo essere finalmente a suo agio linguisticamente è stato segnato dal giorno in cui finalmente ha rivolto la parola al salumiere e ha chiesto quello che veramente voleva...(sembra l'inizio di un porno, lo so...)...

venerdì 12 settembre 2014

Le patologie del migrante

Pratico distributore di felicità  migrantis 
A scopo scientifico ho stilato un piccolo breviario delle patologie, tutte testate personalmente, cui può incorrere il migrante medio:

 La smemoratezza migrantis : incapacità progressiva di vedere i limiti del Paese che si è lasciato, eccessivo entusiasmo e enfasi nel descrivere la vita in Patria, lacrimazione copiosa, sentimentalismi.

Rabbia migrantis: odio diffuso e generalizzato verso la nuova realtà. Sproloquio, nervosismo. Vivere la propria condizione di migrante come una maledizione e una penitenza.

Insonnia migrantis: Difficoltà nel mantenere una giusta alternanza sonno-veglia. Collegamenti frequenti a siti web di compagnie aeree, con simulazione di prenotazioni di voli di ritorno.

Accettazione migrationis: fase transitoria tra smemoratezza migrantis e mutatio migrantis.

mercoledì 10 settembre 2014

Il minestrone come scelta

Ieri sera sono stata invitata in pizzeria da una amica che ha appena trovato lavoro e voleva festeggiare.
Mi è toccato togliere la tuta, abbandonare il plaid, ma per una persona che ha passato l'inverno, la primavera e l'estate a tormentarmi col suo cinismo, negatività e pessimismo ma che finalmente sta vedendo la luce, questo e altro. Un giorno, lo prometto, scriverò anche della gente che mi ritrovo a frequentare qui, ma oggi volevo parlare di scelte coraggiose, e non di ignavia. Ma torniamo a noi...
Mentre tracanno la mia birra gelata, al fine di deglutire la pizza più stopposa che abbia mai assaggiato, la famiglia di stranieri al mio lato destro è pronta a ordinare. Diciamocelo pure, dimostro interesse per la nuova vita dell'amica di cui sopra, ma in realtà il mio orecchio è orientato tipo parabola sulle scelte dei vicini: papà tagliolini al pesto, mamma risotto alla milanese, figlio pizza, e bambina minestrone. Fermi tutti: ha detto minestrone.

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