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martedì 15 aprile 2014

L'aperitivo italiano all'estero

L'appuntamento è alle 18 nell'unico locale di questo angolo di mondo in cui si dice, si millanta più che altro, verificarsi quel rito collettivo moderno per gente che sa divertirsi, meglio noto come "aperitivo all'italiana". Bisogna andarci.
L'appecoronamento delle masse a questa usanza nostrana non riguarda però solo la vivace comunità di espatriati italici nostalgici e in cerca di affetto, ma coinvolge anche qualche autoctono timido-curioso e soprattutto numerosi stranieri esaltati all'idea di "un posto dove per una birra ti danno cibo italiano gratis": brividi. C'è da ammettere comunque che in un luogo dove nessuno offre nulla, mai,  tutto ciò possa sembrare alquanto esotico ed esaltante: che per una birra pagata il quadruplo ti offrano cibo salatissimo e di dubbia qualità sembra quindi a queste latitudini un miracolo di generosità inspiegabile. Vabbè.


Gli italiani, a caccia soprattutto di nuovi compatrioti con cui socializzare e condividere calore umano, si atteggiano a splendidi  con la disinvoltura di chi di aperitivi ne sa moltissimo; si riconoscono soprattutto dall'imperioso tono di voce atto a creare attenzione, e, diamone atto, non si fanno intortare più di tanto dall' uso propagandistico dell'ospitalità italiana, limitandosi a spizzicare qua e là, ben consci del fatto che il cibo buono stia da tutt'altra parte. Tipo a casa, in Italia.
Il predatore estero invece è motivato all'assalto modello termite: appena intravede un vassoio ci si getta sopra, calpestando ogni cosa si frapponga tra lui e l'oggetto del desiderio. Spesso l'ostacolo è rappresentato dai già citati  autoctoni timidi-curiosi, che in preda all'indecisione tentennano di fronte al buffet o si consultano con gli amici, e, destinati a perire di stenti per la loro ignavia, vengono spostati di peso dalla massa umana di assatanati. Gomitate, spintoni, calpestii. Lotta per il cibo, nell'estero dorato: addio ad  ogni regola sociale, convenzionale e di educazione. Cos'è la dignità quando puoi avere un mini panzerotto o una coscia di pollo da brandire come trofeo? A me piace osservarli, questi uomini in completo scuro e queste donne in tacco 12 che sembrano usciti da una rivista per yuppies anni 80 spogliarsi di ogni formalità e ritornare ad una dimensione originale, umana, quasi bestiale, di fronte al cibo. Mi fa pensare al  darwinismo e alla selezione delle specie, alla legge del più forte, qui, nella giungla dell'aperitivo urbano.
Mi chiedo allora che ne sarà di noi.

4 commenti:

Micol ha detto...

ma dov'è che stai? germania?

diamoglidellebrioches ha detto...

;-) Cosa ti fa pensare alla Germania?

Filippo ha detto...

L'aperitivo in cui ti abbruttisci meno è quello in cui ti abbruttisci subito. Abbruttimento consapevole batte voglia di darsi comunque un tono 6-0, 6-0, abbandono dell'avversario.

http://s23.postimg.org/jxh6xj9wr/fily11.png

diamoglidellebrioches ha detto...

Oh bentornato! Ma sei tu nella foto, mentre sorseggi una Coca (corretta/salvifico-digestiva/rinfrescante?) d'annata?

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