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lunedì 3 febbraio 2014

Le regole del monastero

Via FFFFound.com
Le regole del monastero in cui vivo ancora (puntate precedenti qui, qui e qui) sono molte e vengono consegnate in triplice copia ad ogni abitante non religioso della struttura. Aderivi formalmente è un dovere che viene sancito dalla firma sul contratto. Rispettarle accuratamente è un obbligo cui numerosi cartelli di avvertenza rimandano espicitamente. Accettarle intimamente è auspicabile, ma su questo, almeno, non c'è alcun controllo possibile.
Al numero 1 della lista dei divieti c'è quello assoluto di intrattenere ospiti, maschili, in qualsiasi ora del giorno, e nemmeno da immaginare lontanamente, della notte. La pena è la cacciata immediata dal convento.
In questi mesi ho visto di tutto, anche chi ha dato incautamente fuoco alla cucina col rischio che saltasse tutto in aria ed è stato al massimo rimproverato con un buffetto sul viso.
Ma nessuno osi mettere apertamente in discussione la norma dell'ospite inopportuno.
Capite bene che allora sentirsi la monaca di Monza qua dentro è un attimo.


Dice: beh, che pretendi, è un convento, le regole vanno rispettate, non c'è affitto pagato in nero che tenga. Bah, sarà che a me questa moralità elastica dove conviene confonde sempre...
Comunque la leggenda narra di poche intrepide che ce l'hanno fatta, e in questo caso credo potremmo quasi parlare di miracolo (e di grande soddisfazione dei trasgressori). Per lo più ho visto però molte ospiti andarsene via il prima possibile, frustrate da questa e molte altre limitazioni,  oppure altre infischiarsene e trasgredire facendosi puntualmente beccare (nei conventi esistono muri parlanti, a quanto pare) e sparendo poi senza lasciare traccia, dall'oggi al domani. Una sola ha tuttavia cercato il compromesso e la redenzione dopo aver peccato, e questo secondo me è stato il caso più interessante.
La faccenda è andata così: una coinquilina invita il fidanzato in visita a pernottare al monastero, e, colta sul fatto, è costretta ad ammettere la sua trasgressione alle suore, dopo una sceneggiata fatta di pianti, promesse, ricatti. Straordinariamente non è stata immediatamente cacciata, ma le è stato concesso di restare fino alla fine del mese. Ad una condizione: quella di recarsi ogni mattina alle 7 in visita alla Madre Superiora per rinfrescare insieme a lei i suoi doveri di buona cristiana.
Dopo due giorni ha fatto le valigie e se ne è andata, spontaneamente.


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