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domenica 1 dicembre 2013

Maledetti spaghetti

Anche al monastero la pasta va alla grande. Peccato però che  il maltrattamento del piatto forte della nostra cucina (vedi qui e qui) non rientri nei peccati capitali, altrimenti finalmente i poveri spaghetti avrebbero il riscatto divino che meritano e gli sciagurati preparatori sarebbero minimo minimo condannati per blasfemia.
Comunque, l'altra sera scendo nella cantina-refettorio per preparami la cena e intercetto la coinquilina consorella che di professione fa la cuoca, prepararsi quello che secondo la sua opinione, sarebbe stato un bel piatto di pasta, come fate voi italiani.
Procedimento:
- Portare ad ebollizione l'acqua e aggiungere il sale (e fin qui mi sembra siamo di fronte ad un elevato grado di consapevolezza sul fronte basi per la cottura).
 - Gettare la pasta (spaghetti) nell'acqua assieme a un litro d'olio. Volevi preparare un minestrone?, le chiedo. No, pasta ha detto e pasta farà.
- Lasciare cuocere i soliti 30 minuti, e poi scolare.
- Immergere la pasta nell'acqua fredda. Sciacquare.
- Ripescare la pasta. Mi interrogo silenziosamente, ma poi mi dico che del resto lei di cucina italiana ne sa moltissimo.
- Aggiungere un altro litro d'olio, andato perduto nel lavaggio. Andiamo bene.
- Prendere un piccolo padellozzo e versare altro olio.
- Svuotare un intero barattolo di sugo pronto alla bolognaise. Ricordiamoci che di professione fa la cuoca.
- Versare il sugo sulla pasta fredda.
- Spolverare con dell'ottimo Pecorello®, versione nazionale di un improbabile ibrido parmigiano-pecorino, con consistenza variabile e gusto indefinito. Una bontà.
Buon appetito.
Ora, io vorrei capire in tutto cio' la logica dove sta? Perchè HA LAVATO la pasta? Chi le ha insegnato a cucinare? Fanno così nei ristoranti, gli chef?
Aiuto.

2 commenti:

Airbag ha detto...

Ovvove e vaccapviccio.

diamoglidellebrioches ha detto...

disgustorama...

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