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mercoledì 19 giugno 2013

Uomini soli

via FFFFound.com
Dalla riunione di lunedi'.  Temperatura esterna 40°. Tutto lo staff chiuso in una stanza, senza aria condizionata, per otto ore.

"Non voglio più essere un direttore solo.Voglio qualcuno che mi guidi e mi corregga": il Supercapo in preda ad un esaurimento nervoso.
"Qua dentro c'è qualcuno che approfitta del sistema per farsi i fatti suoi": da un bigliettino di un anonimo in vena di polemica.
"Certo che discutere dei problemi del management di fronte al manager non è proprio bello": il collega perspicace.
"Potremmo stabilire un sistema di sanzioni e creare la carta del buon impiegato": un collega in evidente stato di delirio.
"In questa struttura c'è fin troppa trasparenza": da un bigliettino di un anonimo oscurantista.
"Per me c'è gente che è stata assunta senza criterio": anonimo sincero.
 "Pare che sia stato scoperto da scienziati americani che il vero centro decisionale del nostro corpo non sia il cervello, ma effettivamente il cuore": il consulente pagato in lingotti d'oro per dire banalità.
"Il problema qui dentro è che nessuno dice quello che pensa, non si sente mai qualcuno urlare": la segretaria in cerca di grane.
 "Abbiamo troppa libertà. Occorre limitarla": il collega masochista
"Non credo che la soluzione sia aumentare le regole": io.
"Qui c'è qualcuno che fa resistenza al cambiamento": il consulente.
"Non c'è niente che non vada, in fondo": collega negazionista.
"Secondo lei ce la possiamo fare?": supervisore in ansia.
"Non ho le soluzioni, non sono infallibile, non sono un superuomo. Faccio quello che posso": abbiamo distrutto anche il consulente.

domenica 16 giugno 2013

Vita monastica

via FFFFound.com
I miei rientri della domenica mattina, quando il sole è già alto e la prima messa incombe, non sono passati inosservati agli occhi delle suorine, che si prodigano nel loro migliore sorriso carico di interrogativi cui rispondo prontamente con il mio migliore sorriso enigmatico (vedi Gioconda). God is a deejay, diceva qualcuno. Comunque credo che il mio posto in questo Paradiso sia assicurato con infallibilità non da questioni di fede, ma dal riempimento di una busta, fatta scivolare nella notte sotto la porta della mia stanza, contenente un sibillino messaggio fatto di cifre e una dicitura, "donazione in contanti", che per i comuni peccatori sarebbe prosaicamente definibile come "pagamento in nero dell'affitto".

giovedì 6 giugno 2013

Vado a vivere in monastero


via FFFFound.com
Non sono stata folgorata sulla via di Damasco, né sono in preda a un forte delirio mistico. Anzi. 
La mia entrata in monastero ha lo stesso sapore della conversione dei moriscos di Granada ai tempi dei re cattolici: tutta facciata. La realtà, come sempre, è prosaica e schietta: ci hanno cacciati di casa  (chissà come mai non mi stupisco) e l'unico posto in cui sono riuscita a trovare rapidamente una sistemazione di emergenza è appunto un convento. Giuro, è tutto vero.
Inizia l'era dell'ora et labora: saro' tutta ufficio e monastero, diciamo.
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