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mercoledì 29 maggio 2013

Senza Internet

Più disintossicante di una vacanzina a chilometri dal malsano ufficio, più rinvigorente di un bagno al mare a fine maggio, più liberatoria di un amaro benedettino a fine pasto, più rilassante di una dormitina sulla spiaggia. Insomma questa settimana senza Internet, ancor più che la lontananza fisica dal lavoro, mi ha fatto capire che se la Rete non mi desse in parte da vivere, vivrei bene, o probabilmente meglio, senza. Grande scoperta. Va notato comunque che tra i possibili effetti collaterali di questa astinenza da connessione c'è senza dubbio il delirio di onnipotenza che nasce dalla capacità di privarsi di quello che ormai si ritiene indispensabile (fa tanto santo medievale o fachiro) e una forte spinta compassionevole mista a una sensazione di superiorità per quei poveretti che neanche al bar tra amici riescono a staccarsi dai loro telefoni, mai contenti di dove sono, mai capaci di viversi il momento. Comunque, per dimostrare che il mio cammino verso questa illuminazione non è recente e non è nemmeno così ipotetico, non posseggo uno smartphone e nemmeno saprei che farmene, e il mondo del social network l'ho abbandonato da tempo. Ecco. La mia pagina Facebook è stata congelata molti mesi fa e l'idea di fare un login mi risulta quasi più ripugnante di una gitarella a piedi nudi in un bagno pubblico. Di Calcutta. Di notte. Via anche LinkedIn, anzi, c'è mai stato qualcuno che ha trovato lavoro grazie a quest'altra bella invenzione? Twitter provato, compresa l'inutilità, e rapidamente archiviato. Insomma, del mondo di Internet non rimane che il blog, qualche sito di riferimento, qualche quotidiano. Ah, si, e le mail. E Skype, per questioni professionali. Forse si può ancora trovare il modo di non farsi cannibalizzare da questa esigenza di esserci, di comunicare, di vedere. In vacanza, certo, quando si ha di meglio da fare. Perchè  poi, di ritorno in ufficio, con la gastrite da stress e la ruga della perplessità sulla fronte, Internet diventa un caro amico e un rifugio consolatorio, strumento imprescindibile di lavoro e di cazzeggio; lì sento che in parte qualcosa mi sfugge, che il mio cammino verso l'illuminazione è compromesso.
Allora sogno di aprire un chioschetto in riva al mare.

12 commenti:

kermitilrospo ha detto...

dieci anni fa la mia vacanza perfetta era senza TV... ora probabile che ogni tanto si senta il bisogno di disintossicarsi dal web

La Princess S. ha detto...

Mi trovi d'accordo. Ma io sono una di quelle tossiche che sanno di esserlo e non vogliono smettere. Però ho raggiunto il primo livello di guarigione: la consapevolezza.

Un abbraccio

Personne (semplicementeBi) ha detto...

Spesso lo penso anch'io, che vivrei moooolto meglio senza Facebook. Anzi ne sono sicura, ma non mi sono mai cancellata e dubito di farlo (ahimè, debolezza). Twitter non l'ho mai aperto, e LinkedIn a me un paio di volte è servito, per cui lo tengo...sai mai!

Airbag ha detto...

il mare è l'internet dei naufraghi.

metiu (scappato di casa) ha detto...

sottoscrivo.
io adoro la tecnologia perché sento di poterci gestire un rapporto sano.
poi mi sento dire che non sono "moderno" perché non ho internet sul telefono. boh, per me essere "moderno" - una parola bellissima, che per definizione non passerà mai di moda (parola, invece, bruttissima) - significa tutt'altro.
ciao!

diamoglidellebrioches ha detto...

Sicuramente ogni tanto ci vuole...

diamoglidellebrioches ha detto...

Mi sembra un passo importante ;-)

diamoglidellebrioches ha detto...

Puoi sempre congelare il prfilo per qualche tempo e vedere come va...ti assicuro che funziona! LinkedIn allora ha una sua funzione,mi devo ricredere ;-)

diamoglidellebrioches ha detto...

O internet è il mare dei naufraghi. Mi sono persa.

diamoglidellebrioches ha detto...

Mah, la modernità a tutti i costi è una cosa incomprensibile...mi sembra sempre che perdiamo un po' di vista le cose importanti. I miei amici mi danno della reazionaria, pensa te.

Filippo ha detto...

Stroncali con "Essere reazionario significa capire che l'uomo è un problema senza soluzione umana". Così poi ti daranno della bigotta, ma per quello non ho citazione "alte", mandali affanculo e basta.

diamoglidellebrioches ha detto...

Bella questa frase, me la segno, grazie. Ma nella mia infinita bontà ho omesso di dire che l'aggettivo "reazionaria" viene corredato anche da un simpaticissimo "talebana". Per dire a che livelli stiamo.
Se mi danno della bigotta però, non rispondo di me.

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