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martedì 21 maggio 2013

Italiani all'estero

All'incontro tra expats italiani sarebbe stato meglio non presenziare, mi dico con il senno di poi.
Ma perchè poi mi sia finalmente decisa ad andarci dopo l'ennesimo invito, me lo posso solo spiegare come il frutto dell'infausto suggerimento di quella vocina interiore, diabolica vocina di sta ceppa, che mi suggerisce talvolta di buttarmi a capofitto nelle situazioni, sperando di trovarne qualcosa di buono da vivere, o, perlomeno, da raccontare. Tutte cazzate.
Infatti, inutile a dirsi, sono tornata dalla serata malmostosa e piena di interrogativi su quale tipo di persononaggi il nostro Paese esporti... perchè, va detto, ad andarsene non sempre sono i migliori, ricordiamocelo. Ma chi sono questi italiani che mi hanno intercettata, precettata e convinta a una reunion in una serata che avrei potuto dedicare a molto altro (vedete come sono malmostosa)? Non sono gli altrettanto urticanti ultras dell'italianità, quelli che non fanno che parlare di casa-mamma-amici e creano la loro little Italy ovunque si trovino.
No, questi qui sono gli italiani sprezzanti, quelli che si lanciano in affermazioni categoriche quali : "Non tornerò mai più", "rimarrò sempre qui"... e che poi ogni weekend tornano da mammà, ovvio. Sono quelli che della cara Patria non sopportano più le code alla posta, la maleducazione, la gente...e poi organizzano serate di incontro tra italians, perchè vogliono parlare finalmente la propria lingua e rilassarsi  tra  compatrioti. Sono quelli che cercano la qualità della vita ed è per questo che se ne sono andati, salvo poi lamentarsi di tutto. Falsi come Giuda, sono italiani-rinnegatori. Cercano di autoconvincersi-convincerti di aver fatto la scelta giusta, e, se fai notare la piccola contraddizione, ma del tutto naturale e comprensibile, che si nasconde nel loro celarsi dietro ad argomentazioni razionali per giustificare la propria umanissima nostalgia, ti saltano al collo peggio di vampiri nella notte. Insomma, l'Italia è brutta e cattiva. E basta. E devi essere felice e ringraziare di non abitarci più.
Ma allora, che vogliono questi? Migranti soddisfatti e contenti, te la vogliono vendere così, la loro ricerca dell'apparente felicità. Mah, sarò strana, ma io non ci vedo nulla di male nel non vedere tutto rose e fiori, nel tirar fuori le criticità, nell'evitare di raccontarsela in modo così tronfio questa vita da espatriati. Le difficoltà ci sono, eccome, inutile che ci pigliamo in giro: sta anche nel cobinare il precario equilibrio casa-estero che si gioca la quotidianità di un espatriato. Peccato però perdere così un'occasione per confrontarsi e confortarsi.
E insomma, sono già stata bollata come quella polemica, scontenta, ingrata e, soprattutto, sfuggente.
Infatti me la sono data a gambe.

12 commenti:

Personne (semplicementeBi) ha detto...

Categoria sbifida, quella del compatriota espatriato...come ti capisco!! Personalmente non sopportavo nè i nostalgici lacrimevoli (quelli che 'quifatuttocagare,comemimancacasa'), nè i rinnegati orgogliosi (l'Italiaèunpaesedemmerda). La virtù, come sempre, sta nel mezzo. E nell'onestà di riconoscere che la perfetta quadratura del cerchio non esiste, e soprattutto che ogni posto ha i suoi lati buoni (come quelli negativi)!

P.S.: che poi, se proprio non ci sai stare senza caffè decente, portati da casa una Bialetti e non scassare i maroni ogni volta che si va al bar!

Filippo ha detto...

Stima. Solo stima. Tanta stima. Per fortuna qui non esistono queste terribili comunità. O, meglio, ci sono, ma farei la mascotte, data l'età media.

P.S.
Quel malmostosa è traditrice, cara. (teeeeeee, me te 'l disi, ma te sta citu: la tusa del sindech l'è malmustusa cuma la gata inguantada, quela che la ciapà minga i rat)

stealthisnick ha detto...

Io conosco un personaggio che è sia ultras dell'italianità ma anche sprezzante coniugando il peggio dei due mondi. Ti lascio immaginare...

Turz ha detto...

L'ipocrisia/incoerenza è un tratto molto italiano, non dimentichiamolo :-)

diamoglidellebrioches ha detto...

Attento, ti scoveranno, prima o poi. Mentre sarai al supermercato, una confezione di pelati importati ti tradirà(non dire di non essere stato messo in guadia). E allora anche tu sarai costretto alla rimpatriata, anche, anzi soprattutto, in veste di papabile mascotte.
Caro, ma io sono un'assidua frequentatrice di siti imprescindibili: http://unaparolaalgiorno.it/significato/M/malmostoso.
L'uso di malmostoso andrebbe secondo me promosso, e sto cercando di dare assieme al vocabolario Treccani, che finalmente si è deciso ad inserirlo tra i suoi lemmi, un piccolo contributo alla causa.
Comunque, ammetto anche che a ciapà i ratt non me la cavo per niente bene ;-)

diamoglidellebrioches ha detto...

Guarda tu il caso... l'indecenza del caffè è stato il primo argomento all'ordine del giorno ;-)

diamoglidellebrioches ha detto...

Si prende a sberle da solo, immagino...

diamoglidellebrioches ha detto...

Vero...

Airbag ha detto...

il mio migliore amico va all'estero (Florida o Londra, principalmente) a intervalli regolari. Poi, come dici tu, viene colto da una certa nostalgia, torna, e passa i restanti 12 mesi a raccontarti di quanto faccia schifo qua.

L'Italia sembra la famiglia in cui sei nato e di cui ti vergogni, ma dalla quale non ti puoi proprio cancellare.

diamoglidellebrioches ha detto...

Esatto, fatto sta che non si riesce mai ad essere contenti...

Giappone Mon Amour ha detto...

Meglio star lontani. Io l'ho capito con il tempo. Perche' o trovi quelli che sputano sull'Italia(senza rendersi conto che cosi' si tagliano da soli le radici) o sul paese ospitante (magnificando l'Italia e parlandone come la terra promessa a discapito dei luoghi che ora abitano).

L'equilibrio e' sempre cosa rara e chi espatria, se non e' ben radicato in se', nei propri affetti e nelle proprie scelte, e' piu' soggetto a confusione.

Meglio evitare la categoria. Anche perche' a riunirsi ci si trova a condividere solo quello.

diamoglidellebrioches ha detto...

Esatto, è come dici tu. Tra l'altro, questo tagliarsi da soli le radici, come ben dici, è di una tristezza sconfortante. Ed è vero anche che alla fine l'argomento è uno solo...Mi sa che tra expat a distanza ci si capisce meglio! ;-)

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