Pagine

lunedì 4 marzo 2013

La cucina senza finestre

Una cucina senza finestre potrebbe anche essere una metafora estremamente interessante per descrivere una vita asfittica, alienante, se fossimo dei malinconici poeti da strapazzo. Ma spesso la realtà supera di gran lunga anche la figura retorica più bieca e si trasforma in una verità con cui confontarsi quotidianamente: io davvero vivo in una casa-bunker, dove la cucina, unica stanza comune, non ha nessuna presa d'aria, dove non si sa mai che tempo fa fuori, dove il mondo  viene totalmente escluso. L'unico luogo da cui posso osservare l'esterno è la mia camera, che di finestre ne ha tre: tutte danno su un enorme palazzo che sovrasta ogni visuale. A mia disposizione non ho che un piccolo spicchio di cielo. La luce nell'appartamento proviene da grossi neon piazzati strategicamente per dare un'idea di vita che non c'è. Sembra quasi di essere all'interno di un  maldestro esperimento antropologico, nel quale sono capitata per mancanza di scelta.
La realtà  però a ben guardare offre risvolti comici e inaspettati. Trovare del bello in qualcosa che di bello non ha nulla è una sfida alla quale dedicarsi costantemente. La mia precarietà abitativa in fondo è funzionale: questa non è che l'ennesima fermata di un viaggio verso altre destinazioni. Che approccio maturo, direi quasi illuminato!
Certo, certo....
Ma a chi la voglio raccontare? Qui non c'è nemmeno una dannatissima cappa, né una ventola. E i miei coinquilini cucinano fritture, aglio e cipolle a tutto spiano.
Insomma, va bene tutto, l'esperimento, l'adattamento, ma io tra un po' taglio la corda, sia chiaro.
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...