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lunedì 21 gennaio 2013

Lo zen da ufficio

Tra le amenità che ho affrontato nella mia (breve e travagliata) vita lavorativa ci sono alcune cose che, devo ammettere, mi stanno tornando utili nella quotidianità. Non parlo di nuove nozioni o capacità, dato che sono sempre stata sottostimata e quindi sottovalutata, ma di facoltà umane che a contatto con l'aria malsana di un ufficio arrivano a fiorire in modo inaspettato. L'approccio zen alla vita, che ho ricercato per anni, mi si è finalmente rivelato. Non sono serviti gli anni di yoga e le ore di meditazione. Per aprire il terzo Chakra, quello che  ha la capacità di trasformare qualunque evento in energia vitale, in forza e saggezza, pazienza e compassione, è bastato il confronto quotidiano con la cupa ottusità del mondo lavorativo. E chi l'avrebbe mai detto?
Per esempio, nelle lunghe ore passate davanti al computer nel mio bugigattolo, ho appreso non solo a sviluppare l'arte della pazienza e dell'attesa, ma anche, cosa molto più importante, a estraniarmi a tal punto da perdere il contatto con la realtà circostante (e no, non si tratta di sonno rem), lasciandomi trasportare sulle più alte vette del pensiero umano...Tra quei verdi prati della mente, ho lasciato pascolare le mie idee arrivando a compendere il senso del tempo, l'importanza degli attimi di felicità e dell'avere cucinato qualcosa di buono per pranzo. Perchè, ovvio, tra i pensieri più alti c'è chiaramente l'elaborazione di una buona schiscetta, capace di nutrire a fondo anche lo spirito.
Durante gli interminabili meeting ho nutrito la mia capacità d'ascolto, ma soprattutto ho avuto modo di perfezionare il mio sorriso di beatitudine compassionevole, sempre ispirandomi a Budda, di fronte alle trovatine del capo e alle genialate dei colleghi.
Credo inoltre di aver fatto un gran bel passo in avanti sul fronte saggezza, praticando l'accettazione di fronte a cio' che non avrei in nessun modo potuto cambiare: i momenti di team building e le lugubri riunioni settimanali. Ed è proprio durante queste riunioni che ho avuto modo di accrescere  la mia capacità di fare silenzio, inframezzata soltanto da brevi, oculati, e studiatissimi commenti. Delle piccole sentenze, che hanno lasciato spesso perplessi i miei interlocutori. Molto bene quindi per l'aspetto  "alone di mistero", necessario ad ogni rivelazione e ad ogni illuminato che si rispetti.
E, dulcis in fundo, chi avrebbe mai immaginato quale energia vitale si potesse propagare nel momento dell'uscita dall'ufficio! Una forza capace di rinvigorire immediatamente, che spinge di corsa verso altre e più importanti mete,  in un alleggerimento, quasi fisico, dello spirito!
Se non ha del miracoloso questo...


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