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giovedì 10 gennaio 2013

La noia è sempre controrivoluzionaria

Sempre, diceva Debord.


4 commenti:

Anonimo ha detto...

diceva DeBored

taral ha detto...

:-D Touché!

Airbag ha detto...

non condivido molto. le masse sono rimaste a guardare grandi pericoli sollevarsi, come le dittature, anche quando deportavano i loro vicini di casa. Non la definirei noia - non c'erano grandi sociale network allora - quanto più "astenia dell'essere". semplicemente, oggi, le persone che non avrebbero mosso un dito all'epoca possono "cullarsi" con uno o diversi strumenti in più. ma la voglia di ribellarsi, quella che scatena una rivolta nelle piazze, non è mai stata parte del loro dna.

(e se non erro, facebook ha avuto un ruolo di un certo rilievo proprio nella rivoluzione egiziana del 2011)

taral ha detto...

Secondo me i social network generano un eccesso di informazione che offre una falsa idea di partecipazione "attiva" all'evento, solo per il semplice fatto di renderlo più accessibile, visibile. Questo basta a credere di essere parte del corso della storia: condivido il video della rivoluzione su FB, ho fatto il mio gesto, sono a posto. Via con la prossima situazione, al prossimo fatto da condividere, in un appiattimento generale della capacità critica: tutto è noia rapidamente, se basta un twit o uno status a dare l'idea di esserci. Ma come ben dici tu, probabilmente sono solo uno strumento in più nell'astenia.
Detto questo vorrei un vero gesto rivoluzionario: tipo una implosione di twitter, una cancellazione di facebook, tanto per cominciare...poi magari anche dei blog ;-)

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