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martedì 16 ottobre 2012

Il mio tempo

via FFFound
Sono le 8:20, piove, sto andando al lavoro. Seguo la fiumana di gente che scende dal treno come me, facce ormai conosciute. Il semaforo fuori dalla stazione ci mette una vita, fa freddo, tutti scalpitano. Al verde scattiamo veloci. Anche io corro, non so perchè. Ma inciampo, su di un cavo arrotolato e cado. Faccio in tempo a mettere le mani avanti, mi rialzo. Qualcuno si è fermato, mi guarda, sorrido. In ufficio disinfetto le mani, guardo i lividi alle ginocchia, nulla di grave. Guardo l'ora. Sono ancora le 8:20. L'orologio che porto sempre largo, e che mi scende sempre fino all'inizio del palmo della mano, è fermo, il quadrante graffiato. 
Era un regalo dei miei amici per la mia laurea. Da allora l'ho sempre tenuto al polso, a destra, non so bene per quale motivo. Lo tolgo. Lo farò riparare, se si potrà, quando tornerò a casa.
Passando davanti ad un negozio qualche giorno più tardi ho visto un piccolo orologio, nulla di pretenzioso. Semplice, ma carino. Sono entrata e ho deciso di regalarmelo. Probabilmente è una delle poche cose davvero mie, un modo per celebrare questo primo mese di lavoro, il mio primo stipendio.  Un modo per appropriarmi metaforicamente del mio tempo, anche, se proprio la vogliamo buttare sul filosofico-esistenziale.
Lo porto a sinistra ora, stretto al polso, un po' come fanno tutti.
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