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domenica 18 marzo 2012

Vegan

Svegliarsi e scendere i cucina per prepararsi un cappuccino e trovare sulle scale il vegano seminudo, che corre verso la doccia coperto solo di un misero asciugamanino, non è un buon modo per iniziare la domenica....Il ragazzo è emaciato (diamogli una brioche!) in un modo quasi disturbante, ma se sta bene a lui...niente di male.
Il fatto che voglio sottolineare è come le sue abitudini alimentari, o forse dovrei chiamarle convinzioni, riescano a coinvolgere tutti quelli che vivono in questa casa: un' influenza positiva, direbbero certamente molti, ma pur sempre un nuovo limite, un altro obbligo, che si rispetta non perchè ci si crede, nessuno di noi altri è vegano, ma per quieto vivere (o essenzialmente per evitare il pippone di x ore su quanto sia malvagio mangiare carne e formaggio e quanto sia altrettanto deplorevole bere latte). Ovviamente la sua strategia è quella dell'attacco indiretto, del parlare in termini generali, senza mai indirizzarsi esplicitamente contro la persona o l'abitudine "scorretta"(ci mancherebbe), ma l'effetto che ha sortito è abbastanza dirompente. Di fatto la carne è demonizzata ed è grande tabù nella casa. Non voglio giustificare le mie scelte e il perchè io non sia vegana ( ora sembra quasi che essere non vegani sia un peccato: la strategia del pippone funziona, vedete!), quali siano le mie idee sul consumo e sul consumismo: il fatto di avere del pecorino nel frigo (ebbene l'ho trovato) o il bere un cappuccino ai suoi occhi  mi condannano senza alcuna pietà.
Quello che lui sostiene, nelle sue mille contraddizioni e incoerenze personali, non è tuttavia sbagliato: ha delle buone ragioni dalla sua. Nella sua recente "conversione" c'è però tutta l'intransigenza e la voglia di cambiare il mondo che spesso rendono difficile, se non assolutamente impermeabile, il confronto dialettico con chi quella riflessione non è ancora pronto a farla, non la condivide, o semplicemente non vuole farla. (Non è un obbligo!.. la strategia del pippone funziona, ancora... ).
Un rispetto a priori, privo di sostanza e reale comprensione, è quindi quello che riesce ad ottenere.
A che serve però?

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