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giovedì 29 marzo 2012

Novità in ufficio

 Torno in ufficio dopo la pausa e scopro che le cose che mi perdo quando, per una volta, non pranzo al lavoro sono ancora più interessanti delle assurde schiscette:
- Una delle mie colleghe, svuotatrice professionista di lattine di lenticchie per l'ora di pranzo, da qualche tempo ha iniziato ad essere un po' diversa, strana. Ha smesso di mangiare legumi e a iniziato a rimpinzarsi di pizza, pane e prosciutto, con una verve che prima non aveva. Insomma oggi ha annunciato di essere incinta. Bello, fantastico. I miei colleghi fanno sapere che è una tradizione dell'ufficio: ogni 6 mesi nasce un bambino. Tra 4 mesi me ne vado.
- La collega dalla schiscetta creativa improponibile (miso soup e avocado) invece informa che abbandonerà il lavoro, lasciando tutti interdetti: niente più vestiti che sembrano grembiuli per la cucina (e con tutta probabilità lo sono), niente più guizzi di genio (incompreso) ai fornelli, come faremo?
- Magari ci consoleremo con il nuovo stagista, giovane e rampante. E magari dannatamente bello, speriamo.
- Lavoro più del dovuto, perciò il mio orario verrà drasticamente ridotto. Ma, siccome la collega ci abbandona, mi prenderò carico io di alcune delle sue cose. Praticamente non cambia nulla per me, ma questa...non è una novità!

domenica 18 marzo 2012

Vegan

Svegliarsi e scendere i cucina per prepararsi un cappuccino e trovare sulle scale il vegano seminudo, che corre verso la doccia coperto solo di un misero asciugamanino, non è un buon modo per iniziare la domenica....Il ragazzo è emaciato (diamogli una brioche!) in un modo quasi disturbante, ma se sta bene a lui...niente di male.
Il fatto che voglio sottolineare è come le sue abitudini alimentari, o forse dovrei chiamarle convinzioni, riescano a coinvolgere tutti quelli che vivono in questa casa: un' influenza positiva, direbbero certamente molti, ma pur sempre un nuovo limite, un altro obbligo, che si rispetta non perchè ci si crede, nessuno di noi altri è vegano, ma per quieto vivere (o essenzialmente per evitare il pippone di x ore su quanto sia malvagio mangiare carne e formaggio e quanto sia altrettanto deplorevole bere latte). Ovviamente la sua strategia è quella dell'attacco indiretto, del parlare in termini generali, senza mai indirizzarsi esplicitamente contro la persona o l'abitudine "scorretta"(ci mancherebbe), ma l'effetto che ha sortito è abbastanza dirompente. Di fatto la carne è demonizzata ed è grande tabù nella casa. Non voglio giustificare le mie scelte e il perchè io non sia vegana ( ora sembra quasi che essere non vegani sia un peccato: la strategia del pippone funziona, vedete!), quali siano le mie idee sul consumo e sul consumismo: il fatto di avere del pecorino nel frigo (ebbene l'ho trovato) o il bere un cappuccino ai suoi occhi  mi condannano senza alcuna pietà.
Quello che lui sostiene, nelle sue mille contraddizioni e incoerenze personali, non è tuttavia sbagliato: ha delle buone ragioni dalla sua. Nella sua recente "conversione" c'è però tutta l'intransigenza e la voglia di cambiare il mondo che spesso rendono difficile, se non assolutamente impermeabile, il confronto dialettico con chi quella riflessione non è ancora pronto a farla, non la condivide, o semplicemente non vuole farla. (Non è un obbligo!.. la strategia del pippone funziona, ancora... ).
Un rispetto a priori, privo di sostanza e reale comprensione, è quindi quello che riesce ad ottenere.
A che serve però?

giovedì 1 marzo 2012

Il sonno da ufficio

Dopo un lauto pranzo a base di schiscetta riscaldata, un caffè-brodaglia e un latte caldo che mi ha dato il colpo di grazia, sono pronta ad affrontare il pomeriggio in ufficio.
Ad occhi aperti e con una mano sul mouse, sperimento le nuove frontiere del sonno viglile.
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